per un'Aita che se ne và, almeno una nuova ne arriva.
avrei desiderato che almeno si conoscessero...chissà, magari si incroceranno a metà via!
ciao nonnina...fai buon viaggio!
un bacio
sabato, aprile 11, 2009
venerdì, aprile 10, 2009
Il Valzer del Diavolo
o il circuito... come l'ha definito Paolini il giro delle osterie?
non riesco a ricordare, ma rendeva splendidamente l'idea.
comunque ieri sera, prima tappa all'apertura del Kiosko, a seguire Welcome Party del Paganello.
solo due tappe, un diavoletto in fieri.
una fresca brezza (per usare un eufemismo) che saliva dal mare, ma vuoi la corsa in bici, vuoi le birra, non la sentivo.
amicicci birretta un po' di musica, ed io sto come un piccio.
avrei portato anche matilde, però si è addormentata alle 18.30.
quando si è svegliata questa mattina (alle 8.00!!!) la prima cosa detta "NO, LA FESTA!"
mia figlia! il mio orgoglio.
se il tempo sarà clemente la porto questa sera.
in compenso avevo meco(ioni) la valigetta del lavoro: in udienza con la sabbia che mi usciva dai fascicoli ho costruito un castelletto!
non riesco a ricordare, ma rendeva splendidamente l'idea.
comunque ieri sera, prima tappa all'apertura del Kiosko, a seguire Welcome Party del Paganello.
solo due tappe, un diavoletto in fieri.
una fresca brezza (per usare un eufemismo) che saliva dal mare, ma vuoi la corsa in bici, vuoi le birra, non la sentivo.
amicicci birretta un po' di musica, ed io sto come un piccio.
avrei portato anche matilde, però si è addormentata alle 18.30.
quando si è svegliata questa mattina (alle 8.00!!!) la prima cosa detta "NO, LA FESTA!"
mia figlia! il mio orgoglio.
se il tempo sarà clemente la porto questa sera.
in compenso avevo meco(ioni) la valigetta del lavoro: in udienza con la sabbia che mi usciva dai fascicoli ho costruito un castelletto!
mercoledì, aprile 08, 2009
Metti una sera a teatro...
Ieri sera al Teatro Novelli ho avuto il piacere di assistere dal vivo ad uno spettacolo di Marco Paolini, Album di Aprile.
Strepitoso.
Personalmente l'ho conosciuto ne "Il racconto del Vajont" mandato in onda sulle reti RAI diversi anni addietro in occasione di un anniversario della tragedia.
Non ho parole per descrivere la bravura di quest'uomo.
E' un narratore fantastico.
Alla tivu (RAI TRE prima, La7 oggi) il grande merito di averlo fatto conoscere ai più, ma ai più consiglio di andare a teatro, l'esperenza non ha pari!
Avevo già visto Album di aprile alla televisione, ma è stato come così non fosse.
Il teatro è vivo, mutevole ed anche la stessa rappresentazione fatta 100 volte, è 100 volte diversa.
In particolare questo è uno spettacolo autonomo e che vive di vita propria, ma che appartiene ad un progetto di cinque storie: ho bisogno di sapere cosa ne è stato della Jole, di Nicola, della Norma, del Ciccio, di Trevisin, di Don Tarcisio...
Già mi mancano.
Strepitoso.
Personalmente l'ho conosciuto ne "Il racconto del Vajont" mandato in onda sulle reti RAI diversi anni addietro in occasione di un anniversario della tragedia.
Non ho parole per descrivere la bravura di quest'uomo.
E' un narratore fantastico.
Alla tivu (RAI TRE prima, La7 oggi) il grande merito di averlo fatto conoscere ai più, ma ai più consiglio di andare a teatro, l'esperenza non ha pari!
Avevo già visto Album di aprile alla televisione, ma è stato come così non fosse.
Il teatro è vivo, mutevole ed anche la stessa rappresentazione fatta 100 volte, è 100 volte diversa.
In particolare questo è uno spettacolo autonomo e che vive di vita propria, ma che appartiene ad un progetto di cinque storie: ho bisogno di sapere cosa ne è stato della Jole, di Nicola, della Norma, del Ciccio, di Trevisin, di Don Tarcisio...
Già mi mancano.
martedì, aprile 07, 2009
cos'è, perchè, maddecchè!
Direttamente dalla fonte delle fonti, Wikibibia, la definizione di BLOG
In informatica, e più propriamente nel gergo di Internet, un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da una struttura, in cui l'autore scrive periodicamente come in una sorta di diario on-line, inserendo opinioni personali, descrizione di eventi, o altro materiale come immagini o video.
Ogni aggiornamento è generalmente inserito in ordine cronologico inverso.
Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby.
Il termine weblog, creato proprio da Barger, è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete" ed apparve per la prima volta nel suo sito personale nel dicembre del 1997.
La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).
Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).
Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.
Da qui al Club delle Balene è un volo!
In informatica, e più propriamente nel gergo di Internet, un blog è un sito internet, generalmente gestito da una persona o da una struttura, in cui l'autore scrive periodicamente come in una sorta di diario on-line, inserendo opinioni personali, descrizione di eventi, o altro materiale come immagini o video.
Ogni aggiornamento è generalmente inserito in ordine cronologico inverso.
Il fenomeno ha iniziato a prendere piede nel 1997 in America; il 18 luglio 1997, è stato scelto come data di nascita simbolica del blog, riferendosi allo sviluppo, da parte dello statunitense Dave Winer del software che ne permette la pubblicazione (si parla di proto-blog), mentre il primo blog è stato effettivamente pubblicato il 23 dicembre dello stesso anno, grazie a Jorn Barger, un commerciante americano appassionato di caccia, che decise di aprire una propria pagina personale per condividere i risultati delle sue ricerche sul web riguardo al suo hobby.
Il termine weblog, creato proprio da Barger, è la contrazione di web-log, ovvero "traccia su rete" ed apparve per la prima volta nel suo sito personale nel dicembre del 1997.
La versione tronca blog è stata creata da Peter Merholz che nel 1999 ha usato la frase "we blog" nel suo sito, dando origine al verbo "to blog" (ovvero: bloggare, scrivere un blog).
Attraverso i blog la possibilità di pubblicare documenti su Internet si è evoluta da privilegio di pochi (università e centri di ricerca) a diritto di tutti (i blogger, appunto).
Nel 2001 è divenuto di moda anche in Italia, con la nascita dei primi servizi gratuiti dedicati alla gestione di blog.
Da qui al Club delle Balene è un volo!
giovedì, aprile 02, 2009
Tasselli di una vita.
Mi hanno demolito la scuolina elementare!
Da anni l'adibivano a tutt'altro.
E' stata palestra, bar-trattoria, pizzeria-karaoke, le peggio cose, ma era lì.
Ora è un cumulo di macerie.
Non c'è più il negozietto di alimentari dell'Amalia ove ho perpetrato il furtarello della gommosa alla fragola da £100.
Non più il salone dove Savina, la super bidella, insegnava a sferruzzare a noi femminucce.
In classe eravamo solo in 12, coccolati seguiti ed guidati dalla migliore delle maestre.
Certo fosse stata pessima avrei un'altra opinione, ma per la mia esperienza io sono assolutamente favorevole al maestro unico.
Ricordo una delle prime composizioni: "Il mio miglior amico, il mio banco!", che fa molto Libro Cuore. Il fatto è che racchietta, un po' secchiona, la cocca della maestra e per giunta con gli occhiali, non ero esattamente la più popolare.
Quello era titolo che si passavano come un testimone la Tamburambu e le cacchio di gemelline. Quello e Alex, il bello.
"...un giorno riderò io di voi, UN GIORNO RIDERO' IO DI VOI!!!", che non è mica vero!
Ma è lo stesso.
La mia scuolina.
Da anni l'adibivano a tutt'altro.
E' stata palestra, bar-trattoria, pizzeria-karaoke, le peggio cose, ma era lì.
Ora è un cumulo di macerie.
Non c'è più il negozietto di alimentari dell'Amalia ove ho perpetrato il furtarello della gommosa alla fragola da £100.
Non più il salone dove Savina, la super bidella, insegnava a sferruzzare a noi femminucce.
In classe eravamo solo in 12, coccolati seguiti ed guidati dalla migliore delle maestre.
Certo fosse stata pessima avrei un'altra opinione, ma per la mia esperienza io sono assolutamente favorevole al maestro unico.
Ricordo una delle prime composizioni: "Il mio miglior amico, il mio banco!", che fa molto Libro Cuore. Il fatto è che racchietta, un po' secchiona, la cocca della maestra e per giunta con gli occhiali, non ero esattamente la più popolare.
Quello era titolo che si passavano come un testimone la Tamburambu e le cacchio di gemelline. Quello e Alex, il bello.
"...un giorno riderò io di voi, UN GIORNO RIDERO' IO DI VOI!!!", che non è mica vero!
Ma è lo stesso.
La mia scuolina.
mercoledì, aprile 01, 2009
SCAMPAGNATA
Gitarella ad Urbino con visita alla mostra e magnata godereccia in simpatica trattoria.
Indicativamente:
- incontro con colazione di gruppo a Santarcangelo verso le 8.30 (la colazione al bar è un lusso del week end che mi rigenera);
- partenza intorno alle 9.30 arrivo al parcheggio ai piedi dei due torrioncini del Palazzo Ducale alle 10.30;
- ingresso alla mostra (il sito è ben fatto e bello da vedere: anche il tecnico puntiglioso ha convenuto con me...gli è convenuto convenire);
- pappa: rimanendo nel centro storico è da scegliere tra l'Angolo di Vino e Le Tre Piante;
- tempo permettendo sonnellino alla Fortezza di Albornoz crogiolandosi ammirando la Città Patrimonio dell'Unesco mentre i pargoli si sfiniscono vicendevolmente, (si da svenire sul viaggio di ritorno)!!!
Chi mi ama mi segua...
Marcello lo deve per contratto (ha detto si quel giorno).
lunedì, marzo 30, 2009
Ascanio Celestini - Parole Sante
Sto ancora rielaborando lo spettacolo di ieri sera.
Il Barbetto Celestini è geniale: incanta, stupisce, informa, colpisce, graffia.
In due ore tra monologhi e musica (molto bella) guida lo spettatore dalla presa di coscienza che LA CANCRENA SIAMO NOI, alla prospettazione della RIVOLUZIONE come soluzione.
Però troppe volte e troppo spesso si è rivolto alla violenza come risposta.
Mi ha fatto tornare alla memoria una gruppetto di studenti incontrati ai tempi di Urbino, i quali giustificavano l'uso di esplosivi per scuotere le coscenze e imporre il cambiamento.
Ascoltavo allucinata le loro voci mentre ripetevano parole quali anarchia e rivoluzione, con un effetto gracchiante come venissero fuori da un vecchio grammofono.
Non condivido.
Come non condivido come Celestini abbia messo alla berlina i due giovani agenti colpevoli del tragico esito delle vicende Giuliani e Sandri.
Violenza genera violenza.
Giuliani non era in gita al mare, ma incappucciato assieme ad altri caricava agenti in fuga.
Sandri era, suo malgrado, assieme ai tifosi coinvolti in uno scontro pre partita.
Violenza genera violenza.
Sotto la divisa c'è un ragazzetto, tale e quale a quello il cui volto è coperto da un cappuccio nero.
Depresso e Spaventato.
Lo spettacolo è stato molto di più e molto altro, brandelli di materiale che devo recuperare a seguito della deflagrazione prodotta da La divisa non si processa.
Il Barbetto Celestini è geniale: incanta, stupisce, informa, colpisce, graffia.
In due ore tra monologhi e musica (molto bella) guida lo spettatore dalla presa di coscienza che LA CANCRENA SIAMO NOI, alla prospettazione della RIVOLUZIONE come soluzione.
Però troppe volte e troppo spesso si è rivolto alla violenza come risposta.
Mi ha fatto tornare alla memoria una gruppetto di studenti incontrati ai tempi di Urbino, i quali giustificavano l'uso di esplosivi per scuotere le coscenze e imporre il cambiamento.
Ascoltavo allucinata le loro voci mentre ripetevano parole quali anarchia e rivoluzione, con un effetto gracchiante come venissero fuori da un vecchio grammofono.
Non condivido.
Come non condivido come Celestini abbia messo alla berlina i due giovani agenti colpevoli del tragico esito delle vicende Giuliani e Sandri.
Violenza genera violenza.
Giuliani non era in gita al mare, ma incappucciato assieme ad altri caricava agenti in fuga.
Sandri era, suo malgrado, assieme ai tifosi coinvolti in uno scontro pre partita.
Violenza genera violenza.
Sotto la divisa c'è un ragazzetto, tale e quale a quello il cui volto è coperto da un cappuccio nero.
Depresso e Spaventato.
Lo spettacolo è stato molto di più e molto altro, brandelli di materiale che devo recuperare a seguito della deflagrazione prodotta da La divisa non si processa.
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